Nel calcio a Marsala ci sono due squadre. E qualcosa che non va…

Nel calcio a Marsala ci sono due squadre. E qualcosa che non va…

2020-04-20T12:04:56+02:00 25th Luglio, 2018|inchieste|

 Marsala nella prossima stagione calcistica, quella che comincia a Settembre, avrà due squadre di calcio. Una è la Ssd Marsala, guidata dall’avvocato Giuseppe Milazzo, allenata da Ignazio Chianetta, che è anche consigliere comunale, e che è stata promossa in serie D.
L’altra squadra è il Marsala 1912, spuntato un po’ a sorpresa qualche settimana fa. Fa riferimento a Luigi Vinci, e sarà allenata da Massimiliano Mazzara.

Due squadre di calcio, doppio divertimento, c’è da stare contenti?
Non proprio così.
C’è da stare attenti.

Il nuovo “Marsala 1912” ha come regista dell’operazione Luigi Vinci, che negli ultimi anni ha associato il suo nome al Marsala calcio. Imprenditore attivo nel settore dei gelati e degli alimentari, con alterne fortune, Vinci ha cercato anche senza successo nel 2015 l’elezione a consiglio comunale con Forza Italia. Particolare curioso: Vinci si candidò con Forza Marsala, la lista di Forza Italia, ma fino alla sera prima del deposito delle liste era certa la sua candidatura nella lista della corrente del Pd che fa capo al presidente del consiglio comunale Enzo Sturiano. Ma non è questa la storia. Oggi Vinci gestisce un centro scommesse, a Marsala, in Via Francesco Crispi.

L’avvocato Peppe Milazzo comincia a occuparsi delle vicende calcistiche a Marsala nel Febbraio del 2016, chiamato da un gruppo di soci che non sono in sintonia con la gestione di Luigi Vinci e dello storico Sport Club Marsala 1912. Milazzo analizza un po’ le carte, è un civilista di una certa esperienza, e decide di fare una nuova società.

Come partecipare al campionato di calcio? Si acquista il titolo. Cioè si va da una società che ha la squadra che gioca in una serie e che magari va in liquidazione, e si compra il “titolo” per partecipare a quel campionato. Nelle serie minori è una pratica molto comune. La società di Milazzo acquista pertanto il “titolo” per partecipare in Eccellenza dal Riviera Marmi di Custonaci.
E Vinci? Vinci decide di non stare a guardare e chiede al gruppo di Milazzo di unire le forze. Anche perché anche lui vuole fare una società e comprare un titolo. E’ l’estate scorsa. Ma Vinci ha in mente qualcosa di diverso. Mentre Milazzo vuole comprare solo il titolo del disciolto Riviera Marmi, Vinci vuole mettersi in affari con tutta una società, ovvero portare quasi il Marsala 1912 da un’altra parte. E quest’altra parte è il Paceco, o meglio la Polisportiva Paceco 1976.

Di chi è la Polisportiva Paceco 1976? E’ un’associazione sportiva che fa riferimento ai  fratelli Marino di Paceco: Salvatore e Giuseppe, uno commercialista, l’altro impiegato comunale ad Alcamo, ex articolista proprio a Paceco. Salvatore è il presidente, Giuseppe l’uomo delle relazioni. Giuseppe e ha pure una attività di mediazione per i diritti di reimpianto di vigneti e per la vendita di terreni agricoli.

Marino a Paceco è un cognome pesante.
I due sono nipoti, figli cioè di un fratello, di Mommo U Nano, cioè del capomafia Domenico Marino , assassinato nell’86 da Matteo Messina Denaro, durante la guerra di mafia di quegli anni.
Un loro cugino Vito Marino, è stato condannato, con pena definitiva della Cassazione, all’ergastolo per la strage della famiglia Cottarelli, sterminata in una villetta a Brescia il 28 Agosto 2006.
Con lui c’era imputato un altro Marino, Salvatore (altro cugino omonimo del presidente del Paceco), la cui condanna all’ergastolo è stata annullata dalla Cassazione che ha rinviato tutto di nuovo in appello.
Della strage Cottarelli e degli ultimi sviluppi parliamo qui: https://www.tp24.it/2017/10/13/antimafia/strage-cottarelli-cugini-vito-salvatore-marino-paceco/113914
Salvatore Marino, il presidente del Paceco, è sposato con una Melodia, altra storica famiglia mafiosa di Alcamo.

E’ chiaro che le parentele non sono una condanna. E anche se Peppe Marino per un primo periodo ha lavorato per l’avvio della cantina Rinascita, i due si sono dedicati al lavoro e al calcio, restando lontani dai cugini.

Torniamo a noi. Vinci vuole portare la società del Paceco a Marsala, propone l’affare a Milazzo, che ne parla con altri soci e con il Sindaco Di Girolamo, che gli sconsigliano l’operazione.

E insomma, alla fine, l’affare salta. Vinci entra nel nuovo Marsala, cioè nella nuova società di Milazzo, che gli promette la co-presidenza.

Il matrimonio tra i due gruppi dura pochissimo, ovvero fino al ritorno di Coppa Italia Marsala – Mazara (zero a zero e Marsala eliminato), il 4 Settembre. E’ Luigi Vinci – raccontano i dirigenti del Marsala – a gestire la cassa e gli accrediti. L’incasso è poca cosa, 600 euro. Ma quello che salta fuori è che qualcuno aveva messo in giro accrediti e biglietti omaggio che non erano stati distribuiti ufficialmente dalla società e che erano stati venduti irregolarmente.
In assemblea Vinci ammette le sue responsabilità. E il suo rapporto con i nuovi soci si interrompe.

Per il Marsala di Milazzo è un duro colpo, perché Vinci aveva promesso anche della liquidità (un campionato di Eccellenza costa 400.000 euro, dicono gli esperti, tra tutte le spese varie…), ma la società riesce in qualche modo a superare il momentaccio, e dal punto di vista tecnico, raggiunge subito la promozione in Serie D, dove giocherà la prossima stagione.

E Luigi Vinci in tutto ciò che fa? Facciamo un passo indietro: Vinci ha un’altra società calcistica, che è quella che detiene lo storico marchio Marsala 1912 e che si chiama proprio Sport Club Marsala 1912.

La società è inattiva. Ma non solo: secondo fonti di Tp24.it ha debiti con l’erario, tra tasse e contributi non pagati, per centinaia di migliaia di euro, così come sono diversi i fornitori e gli ex giocatori che aspettano di essere pagati.
Vinci è amministratore della società, ha il 68% delle quote della società dilettantistica a r.l. (a responsabilità limitata).
La squadra non si è iscritta allo scorso campionato (c’è solo il Marsala del gruppo dell’avvocato Milazzo), e lo stesso Vinci viene deferito per gli inadempimenti nei confronti della Lega Dilettanti.
La società ha sede legale presso lo studio del commercialista Giulio Bellan.
A lui arriva un’istanza di fallimento, per la società: è l’8 Maggio scorso.
In realtà i rapporti tra Vinci e Bellan si sono interrotti da tempo. Tanto che è lui a fare presente che non solo lì nel suo studio non c’è più la sede del Marsala 1912 di Vinci, ma che non sa neanche dove sia, la sede.
Tanto che l’avviso per l’istanza di fallimento, come prevede la legge, per irreperibilità di Vinci, viene portata alla casa comunale. Magari è ancora depositata lì.

Ma la società di Vinci, che è inattiva, esiste? Si, eccome. Addirittura  il 25 Maggio l’assemblea dei soci si riunisce e decide di mettere in liquidazione la società.
Viene nominato un liquidatore, nella persona del signore Giuseppe Catalano.


Ricapitoliamo: è una società con diversi debiti con l’erario, con i fornitori,  gli ex giocatori, tanto che l’amministratore Luigi Vinci, viene deferito per inadempimenti. Questa società ha una sola cosa di valore: lo storico marchio Marsala 1912. Quanto vale non si sa. Ma sicuramente ha un prezzo.
Invece il liquidatore Giuseppe Catalano si reca dal notaio Pizzo e cede il marchio ad una nuova società.

A chi finisce il marchio?

Ad una società che si chiama S.c.a. Marsala 1912 Srls. Di chi è? Indovinate. Di Luigi Vinci, ovviamente. Tanto che la società ha sede in casa sua in Via Tunisi. Il capitale sociale è di 1000 euro. Vinci è socio al 50%, l’altra metà delle quote ce le ha un tale, Emanuel Giacalone. Sarebbe, secondo indicrezioni,  il figlio di Vito Giacalone, segretario del Paceco. Ma il diretto interessato smentisce (vedi sotto). 

Ed è così che lo storico Marsala 1912 è finito in mano ad una società di Paceco. Ma ci sono altri soci che al momento non spuntano fuori in questa operazione? E’ probabile pensarlo, dato che i Marino sono presenti ad ogni conferenza stampa del nuovo Marsala 1912 di Vinci, che si è preso lo scudetto con tutti i trofei (esposti nelle conferenze stampa di questi giorni).

La domanda è: ma è tutto possibile? Si prende una società, la si fa fallire, lasciando persone e tasse non pagate, si cede il marchio ad un’altra società, per consegnare il Marsala 1912 ad un gruppo di Paceco, che si muove in un contesto in cui sarebbe opportuno avere la massima trasparenza.
L’operazione va avanti, ormai è compiuta. Di fatto i Marino si sono presi il Marsala 1912. La prova viene anche dal portale del calcio dilettantisco italiano tuttocampo.it.
Lì, consultando il database il 24 Luglio lo Sport Club Marsala 1912 ha già i colori rosso – argento del Paceco, ha sede in Via Crispi,  sempre a Paceco, e i numeri di telefono…. sono quelli del Paceco.


“Si, è tutto possibile – commenta Luigi Vinci a Tp24.it – e non vedo cosa possa interessare ai tifosi. Ai tifosi interessa avere una squadra forte, che faccia un buon campionato e sia vincente”.
Vinci ammette che la sua vecchia società è stata inoperosa e lui stesso è deferito, ma precisa: “Non ci sono in essere istanze di fallimento. L’istanza di fallimento dell’8 Maggio è stata ritirata. La partita Iva è in liquidazione. Andate a cercare il pelo nell’uovo. La società presto sarà chiusa”. Ma ci sono molti debiti? “Non ci sono debiti, se non con l’erario. Ma ditemi voi chi non li ha. Tutte le squadre di calcio hanno debiti, pure il Marsala di Milazzo, quando c’ero io, aveva un verifica in corso per 50.000 euro di iva non pagata, ha debiti con fornitori e giocatori, ma è normale. Questi iter sono nella normalità”. Vinci non sa a quanto ammontano i suoi debiti: “Non siamo interessati”. Il marchio Marsala 1912 è stato ceduto ad una nuova società e Vinci insiste: “Ai tifosi cosa gliene frega della vecchia società in liquidazione?”. Circa la nuova società con il Paceco dei Marino, Vinci parla di “cessione di ramo d’azienda” e dice: “Abbiamo fatto una società nuova, e la Polisportiva Paceco ci ha ceduto, possiamo dire così, la prima squadra. Per il resto loro faranno quello che vogliono”. Vinci non si dice interessato alla gestione dello stadio municiapale di Marsala più di tanto: “Noi siamo una società blasonata, dovremmo averlo noi in gestione, dato che noi siamo il Marsala 1912, ma io sono un tipo molto pacifico, non farò la guerra a nessuno”.

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Richiesta di rettifica del signor Vito Giacalone: 

Spettabile redazione,
ai sensi della legge numero 416 del 1981 chiedo che venga rettificato quanto asserito nell’articolo del 25 u.s. “nel calcio a Marsala ci sono due squadre. E qualcosa che non va…..”
In questo articolo vengo additato come segretario del Paceco e addirittura di avere un figlio che si chiama Emanuel Giacalone. Affermazioni del giornalista, che non firma l’articolo, prive di ogni fondamento. Non mi risulta di essere o di essere stato il segretario del Paceco e non ho, almeno, che io sappia, figli alcuno, men che meno che si chiamano Emanuel Giacalone. Fra l’altro Emanuel Giacalone che conosco personalmente ha il padre morto. Quindi l’errore è stato fatto due volte.Questa facilità di scrivere, presi magari dall’impulso di fare lo scoop, porta a queste chiamiamole inesattezze per non dire altro; pertanto, auspicando che per il futuro poniate maggiore attenzione a ciò che scrivete verificando la veridicità della fonte, vi invito formalmente ai sensi di legge a fare la dovuta rettifica. Nel senso che vi ho detto e cioè ripeto che non ho un figlio che si chiama Emanuel Giacalone e non sono o sono stato il segretario del Paceco
In attesa vi saluto distintamente.

About the Author:

Giacomo Di Girolamo
Giacomo Di Girolamo, giornalista. Mi occupo di criminalità organizzata e corruzione in Sicilia da più di 20 anni. Sono direttore della radio più ascoltata della provincia di Trapani, Rmc 101, e di un portale molto letto in Sicilia, Tp24. Miei articoli sono usciti su Repubblica, Il Sole 24 Ore, Domani. Collaboro anche con Linkiesta.  Sono autore della biografia del boss Matteo Messina Denaro: L’invisibile (un'edizione aggiornata è uscita nel 2023), di Cosa Grigia (il Saggiatore 2012, finalista al premio Piersanti Mattarella), Dormono sulla collina (il Saggiatore 2014), Contro l’antimafia (Il Saggiatore, 2016).  Per Laterza ho scritto "Gomito di Sicilia" (2018), per Zolfo "Matteo va alla guerra" (2022) e "Una vita tranquilla" (2004). Per le mie inchieste ho vinto nel 2014 il Premiolino, il più importante premio giornalistico italiano, e, nel 2022, sotto l'alto patronato della Presidenza della Repubblica, il Premio Nazionale "Paolo Borsellino". Ho raccontato la mia vita in un podcast per Audible, "L'isola di Matteo".