Le rotte della droga in provincia di Trapani

Le rotte della droga in provincia di Trapani

2023-06-28T16:08:26+01:00 28th Giugno, 2023|inchieste|

Le città della provincia di Trapani sono inondate dalle droghe. Hashish, marijuana, cocaina, ma anche crack, eroina, pasticche. Da dove arrivano? In base alle inchieste e le operazioni antidroga degli ultimi anni possiamo “geolocalizzare” la droga .


Possiamo tracciare delle rotte, dei canali di arrivo degli stupefacenti in provincia di Trapani. Perchè ogni sostanza è come un prodotto tipico. E ci sono canali di approvvigionamento diversi. La cocaina, l’eroina, il crack, la marijuana, l’hashish, che arrivano a Marsala, Trapani e provincia hanno mittenti diversi, luoghi di partenza specifici e specializzati nella produzione e commercializzazione dei diversi tipi di droga. Finiscono nelle piazze di spaccio, con i pusher che la distribuiscono ai propri clienti. Spesso ci sono dei veri e propri market della droga, appartamenti in cui c’è un via vai di consumatori. Altre volte i pusher sono “sguinzagliati” per strada, ma sempre in territori circoscritti. Piazze di spaccio le troviamo dei rioni popolari, soprattutto. A Marsala sono Sappusi, Amabilina e via Istria, a Mazara c’è Mazara Due, un vero e proprio ghetto controllato con delle sentinelle e sistemi di videosorveglianza.

Situazione diversa a Trapani dove, oltre ai rioni di Fontanelle, San Giuliano e un po’ meno Cappuccinelli, in centro storico è molto attivo il commercio di cocaina.


LA COCAINA DALLA CALABRIA
Almeno negli ultimi 20 anni la ‘ndrangheta è l’organizzazione criminale leader nel traffico di cocaina. Ed inevitabilmente, nella mappatura del traffico di droga verso la provincia di Trapani, non può non esserci la “rotta” che dalla Calabria porta alla Sicilia. E’ un percorso a tappe quello che fa la polvere bianca dalla Calabria agli spacciatori trapanesi. La droga passa lo Stretto di Messina, fa base a Catania, dove ci sono organizzati gruppi criminali, legati ai clan etnei e va verso la provincia di Trapani. Oppure una volta arrivata a Messina si va dritti per Palermo, da lì si prosegue per Marsala, Trapani o Mazara. Sono numerose le operazioni antidroga che negli ultimi tempi hanno svelato questo giro.


L’ultima è l’operazione “Fox”.
 Il fiume di droga, secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, in più occasioni, sarebbe stato trasportato da Catania a Marsala utilizzando autovetture a noleggio intestate a due società marsalesi. A Marsala, ogni mese, sarebbero arrivati 2 chilogrammi circa di cocaina purissima che, una volta tagliata, avrebbe inondato la città favorendo lucrosissime entrate illecite per i trafficanti. La cocaina veniva ceduta ai locali pusher locali per l’approvvigionamento delle piazze di spaccio cittadine.

Anche le famiglie mafiose di Marsala e Campobello si rifornivano dai calabresi, come è emerso dall’operazione Hesperia. 


Generava un giro d’affari da dieci milioni di euro all’anno, invece, il traffico di cocaina scoperto dal comando provinciale della Guardia di Finanza di Palermo un mese fa. 21 le persone finite in manette e nel corso delle indagini sono state sequestrati 50 chili di cocaina che, se immessa sul mercato avrebbe fruttato all’organizzazione 4 milioni di euro. Ed era anche Mazara del Vallo la destinazione finale della cocaina che partiva dalla Calabria, grazie all’accordo tra il clan dei Barbaro, potente ‘ndrina di San Luca e la famiglia mafiosa dei Fascella, storici gestori del traffico di droga alla Guadagna.
La cocaina dalla Calabria alla Sicilia arriva attraverso i traghetti, sulle auto imbarcate. Ma anche con la tecnica del “pescaggio” via mare. I trafficanti calabresi abbandonano in mare, nello Stretto, fusti galleggianti pieni di cocaina che poi vengono, appunto, pescati dai siciliani. Nelle scorse settimane, però, a pescare la droga sono stati i finanzieri che hanno recuperato in mare due tonnellate di cocaina, per un valore di mercato stimato in oltre 400 milioni di euro.
Cocaina che poi viene venduta nelle piazze di spaccio della provincia di Trapani, come scoperto nell’operazione Virgilio, con Sappusi centro di vendita di ogni tipo di droga a Marsala. Oppure nei locali e nei luoghi della movida, da Trapani a Marsala.

LA MARIJUANA DA PALERMO
Situazione diversa per la marijuana, che genera meno profitti, decisamente, della cocaina e di altre droghe, e che negli ultimi tempi è diventata, sembra, meno appetibile.

Qui c’è da fare un discorso sui costi. La marijuana è più voluminosa, quindi meno semplice da occultare sia per chi la produce che per chi la traffica in grandi quantità. Ed è un tipo di sostanza che non garantisce i profitti della cocaina, che una volta era la droga dei ricchi, ma con il tempo i prezzi sono diventati praticamente alla portata quasi di tutti (anche se prezzi bassi significa qualità scadente e rischi immediati per la salute). In ogni caso c’è chi la produce in gran quantità, e negli ultimi tempi Palermo è stata setacciata dalle forze dell’ordine che hanno scovato decine di case, spesso ruderi, disabitate, principalmente nel quartiere Ballarò, in cui erano state allestite delle piantagioni indoor. Come dicevamo, essendo più voluminosa, e meno facile da occultare, gli stessi pusher si riforniscono dai trafficanti più vicini, possibilmente, evitando lunghi tragitti. Nei giorni scorsi a casa di un trafficante di Trapani sono stati trovati 9 chili di marijuana.

E’ una droga che arriva soprattutto da Palermo, cercando di decifrare e geolocalizzare il traffico in base alle ultime inchieste. Ma il più delle volte si coltiva nel territorio, una sorta di droga a chilometro zero. Una delle ultime piantagioni scoperte si trovava a Mazara del Vallo, ad esempio, con 72 piante e altra marijuana che avrebbero fruttato oltre 70 mila euro. Anche a Marsala sono state rinvenute piccole grandi piantagioni.


L’HASHISH DAL MARE
Stile marijuana ma più facile da trasportare. L’hashish arriva soprattutto dal Nord Africa. Ci sono organizzazioni transnazionali che trasportano, con gommoni veloci, dal Nord Africa alla Sicilia, persone, sigarette di contrabbando e hashish. Viene utilizzato anche nel Canale di Sicilia il metodo del “pescaggio”. Cioè pacchi pieni di hashish abbandonati in mare, magari con un gps, e poi ripescati dai referenti in Sicilia. Accade spesso che sulle spiagge delle coste della provincia di Trapani vengano trovati dei pacchi di hashish arrivati a riva perchè la consegna non è andata a buon fine. Qualche anno fa, ad esempio, la Guardia di Finanza fermò una nave al largo di Pantelleria con 13 tonnellate di hashish a bordo. E nei giorni scorsi è stato bloccato un asse tra Marocco, Spagna e Italia che avrebbe dovuto rifornire Palermo di grosse quantitativi di hashish.


Un traffico internazionale che sarebbe stato gestito da un algerino arrivato all’aeroporto di Palermo vestito da manager. Era giunto nel capoluogo siciliano per proporre l’acquisto di tre tonnellate di hashish ad alcuni trafficanti vicini al clan di Brancaccio. Secondo quanto accertato dalle intercettazioni il grosso carico di droga sarebbe stato abbandonato in mare e poi recuperato successivamente dai componenti dell’organizzazione. Si spiegano così anche i tanti ritrovamenti di droga di questi anni sulle coste siciliane, nel trapanese e nell’agrigentino

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Giacomo Di Girolamo
Mi occupo di economia, mafia, ambiente, corruzione. Trasmetto da una radio della provincia di Trapani, Rmc 101, e scrivo inchieste per un portale, Tp24.it. Ogni tanto anche su La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Il Sole 24 Ore. Ho pubblicato “Matteo Messina Denaro – L’invisibile” (Editori Riuniti) e “Cosa Grigia” (Il Saggiatore). Nel 2014 ho vinto il Premiolino, il più importante riconoscimento giornalistico in Italia. A Settembre del 2014 è uscito, sempre il Saggiatore, “Dormono sulla collina”. Da Febbraio scorso ho deciso di rovinarmi definitivamente la vita con un libro chiamato "Contro l'antimafia". La mia mail è: giacomo@ilvolatore.it