Rifiuti e corruzione. Il sistema è un disastro e la colpa non è di nessuno

Rifiuti e corruzione. Il sistema è un disastro e la colpa non è di nessuno

2020-04-20T12:42:18+02:00 28th Giugno, 2018|inchieste|

E’ così incasinata, funziona così male la gestione dei rifiuti nel nostro territorio che la colpa non è di nessuno. Oppure è di tutti.
Funziona così male, è tanto disastrato il conferimento, che anche se ci fossero reati di corruzione o traffico di rifiuti, non è possibile individuarli. E’ così che succede in provincia di Trapani. E’ così che la raccolta differenziata – gestita negli anni passati dall’Ato Tp1 Terra dei Fenici e Aimeri Ambiente per conto dei Comuni – andava così male che la colpa non era di nessuno. Così, tra negligenza degli operatori ecologici e soprattutto quella dei cittadini che non sanno fare la differenziata, non si può dimostrare quello che venne definito un sistema di corruzione e traffico illecito di rifiuti in provincia di Trapani. E’ il caso dell’intreccio Ato Tp1, Aimeri e Sicilfert finito in tribunale. E la sentenza di assoluzione dei sei imputati spiega molte cose di come funziona da queste parti, ma anche nel resto della Sicilia, la gestione dei rifiuti.

Si è trattato di un processo che cercava di fare luce sul sistema “illegale”, secondo l’accusa, di raccolta e smaltimento dei rifiuti gestito dall’Ato Trapani 1. Imputati erano l’ex direttore dell’Ato, Salvatore Alestra, e altri cinque: Orazio Colimberti, ex direttore dell’area Sud dell’Aimeri Ambiente, il capo impianto del cantiere Aimeri di Trapani, Salvatore Reina, nonché Michele Foderà, amministratore di fatto della “Sicilfert” di Marsala, Pietro Foderà, socio e responsabile dei conferimenti alla Sicilfert, e Caterina Foderà, responsabile amministrativo della stessa azienda.
Secondo l’accusa Alestra non aveva denunciato i “disservizi” di Aimeri per ottenere favori da Colimberti, mentre agli altri era contestato il conferimento e il traffico “illecito” di oltre 47 mila tonnellate di rifiuti.
Il giudice assolve tutti, perchè non è possibile riscontrare il dolo, perchè troppo malmesso è il sistema che è impossibile capire di chi siano le responsabilità. Dai cittadini che conferiscono male l’organico, agli operatori che non separano i rifiuti, ai controlli che non si possono fare per carenza di personale, e tanto altro.

LA NEGLIGENZA DEI CITTADINI
I fatti oggetto del processo si riferiscono al periodo che va dal 2010 al 2012, anni cruciali della raccolta differenziata nei comuni serviti da Aimeri e Ato, quelli della parte Nord della provincia di Trapani ( escluso il capoluogo).
Per l’accusa “la gestione illecita da parte di Sicilifert Aimeri e Ato sarebbe avvenuta omettendo di raccogliere all’origine diverse frazioni di rifiuto in modo selezionato, e catalogando fittiziamente i rifiuti indifferenziati come organico. Questo per conferirli e smaltirli presso la Sicilifert che ne avrebbe prodotto solo fittiziamente il compost.

Un’accusa però caduta in fase dibattimentale. Il giudice scrive infatti che è stato dimostrato che non c’è stata “alcuna attività di previa pianificazione tra i soggetti a vario titolo coinvolti nelle diverse fasi di svolgimento del servizio di raccolta, trasporto, conferimento e smaltimento dei rifiuti, finalizzata ad una gestione contra legem del servizio stesso”.

Si legge nella sentenza che l’errata differenziazione dei rifiuti e il conseguente miscelamento degli stessi “sia in concreto dipesa da una molteplicità di concause che hanno condotto ad una non sempre perfetta esecuzione della raccolta differenziata”. E’ importante anche quello che dice dopo la sentenza. Ossia che a monte c’è la “negligenza di molti cittadini, utenti del servizio, nella preliminare fase di selezione ed esposizione dei rifiuti riciclabili”.

GLI OPERATORI CHE MISCHIANO TUTTO…
Non solo i cittadini che fanno male la differenziata, che mettono nei sacchetti dell’organico anche dell’altro. Si legge nella sentenza che “ulteriore concausa è nella verosimile negligenza dei singoli operaotri ecologici che in alcune occasioni gettavano insieme sul medesimo cassone rifiuti organici e rifiuti di altro tipo”.
In sostanza dice il giudice che non si può provare che Alestra, Colimberti, Reina e gli altri abbiano fatto carte false sui rifiuti indifferenziati spacciandoli per organici. Che non si può dimostrare il dolo, la pianificazione del traffico illecito dei rifiuti. Non si può dimostrare perchè di per sè sono i rifiuti stessi che arrivano alla Sicilfert ad essere di pessima qualità. Perchè è a monte che si genera il problema, almeno in quegli anni, con i cittadini che fanno male la differenziata, mescolando organico con Rsu. Con gli operatori che per negligenza mischiavano le diverse frazioni, o non controllavano bene. E’ in pratica scritto nero su bianco cosa va male nella raccolta rifiuti.

POCO PERSONALE, POCHI CONTROLLI (E FATTI MALE…)
In più era impossibile controllare per bene tutti i rifiuti per “insufficienza delle risorse”. Poco personale.
C’è da dire che tra il 2011 e il 2012 la polizia giudiziaria ha svolto dei servizi di osservazione e pedinamento degli operatori ecologici. Controlli che per il giudice non sono “confortanti e rassicuranti”. Infatti sono stati soltanto otto i servizi di osservazione e pedinamento nel 2011, e soltanto tre nel 2012. Allora come si può constatAre degli illeciti con questi pochi controlli, anche a causa della carenza di personale? In questi controlli poi solo in quattro occasioni la p.g. ha riscontrato anomalie nella raccolta rifiuti consistiti nell’avere visto gli operatori ecologici di Aimeri caricare sui mezzi, nelle giornate dedicate all’organico, sacchetti neri che sembravano contenere rifiuti indifferenziati e sfalci di potatura per poi essere portati alla Sicilfert. Ma i militari in nessuna di queste occasioni avevano nel concreto visto cosa ci fosse all’interno dei sacchetti. Una attività di osservazione insufficiente, quindi, rapportata con le dimensioni del servizio di raccolta differenziata nelle varie città dell’ex Ato Tp1.

MA CHI DOVEVA CONTROLLARE?
Il servizio di raccolta differenziata era ed è un disastro. La colpa era ed è dei cittadini e degli operatori. Ma Alestra, Ato Tp1, controllava che l’Aimeri svolgesse bene il lavoro per cui era pagato dai Comuni? Controllava che venissero smaltite bene le diverse frazioni di rifiuto? No, semplicemente perchè non era compito suo. Secondo il capitolato d’appalto era la Provincia di Trapani, l’Asp, e i Vigili urbani dei Comuni, a dover fare i controlli, e solo “in ultima battuta alla società Terra dei Fenici un potere discrezionale di ispezione sulle attività, impianti, mezzi e attrezzature coinvolte nel servizio”.
Come un cane che si morde la coda.

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Riportiamo la replica di Pietro Foderà, rappresentante legale della Sicilfert, citato nell’articolo. 
Dalla Vostra testata giornalistica online “Tp24.it”, è stato pubblicato l’articolo con il titolo “Rifiuti e corruzione. Il sistema è un disastro e la colpa non è di nessuno”, senza riportare che la sentenza del Tribunale Penale Collegiale di Marsala ha accertato l’intera vicenda sul presunto traffico illecito di rifiuti nel territorio, contrariamente alle allusioni dal tono diffamatorio su cui si diffonde il Vostro articolo sulla vicenda stessa, pronunciando l’assoluzione pure nei confronti dello stesso rappresentante legale della Sicilfert s.r.l., Sig. Foderà Pietro, con ampia formula “perché il fatto non sussiste”, peraltro, su conforme richiesta del P.M. della Direzione Distrettuale Antimafia della Procura della Repubblica di Palermo.

About the Author:

Giacomo Di Girolamo
Mi occupo di economia, mafia, ambiente, corruzione. Trasmetto da una radio della provincia di Trapani, Rmc 101, e scrivo inchieste per un portale, Tp24.it. Ogni tanto anche su La Repubblica, Il Fatto Quotidiano, Il Sole 24 Ore. Ho pubblicato “Matteo Messina Denaro – L’invisibile” (Editori Riuniti) e “Cosa Grigia” (Il Saggiatore). Nel 2014 ho vinto il Premiolino, il più importante riconoscimento giornalistico in Italia. A Settembre del 2014 è uscito, sempre il Saggiatore, “Dormono sulla collina”. Da Febbraio scorso ho deciso di rovinarmi definitivamente la vita con un libro chiamato "Contro l'antimafia". La mia mail è: giacomo@ilvolatore.it